Diamond Luisant: Quando la fotografia incontra la pittura

Diamond Luisant: Quando la fotografia incontra la pittura

Fin dall’Ottocento, la pittura e la fotografia, sono sempre stati considerati due mondi completamente opposti. Gli impressionisti prima, e i Futuristi poi, non consideravano le istantanee come una forma d’arte, ma come qualcosa utile solo a divertirsi. Soltanto il Dadaismo (movimento artistico nato a Zurigo nei primi del Novecento) nobiliterà la fotografia a pratica artistica. Da quel momento in poi la fotografia ha iniziato un percorso parallelo alla pittura, ma senza mai scontrarsi con quest’ultima.

Diamond Luisant (Grottaglie 1985) ha invece voluto unire questi due mondi molto differenti tra loro. L’idea di unire elementi diversi lo si nota già dal suo nome d’arte; nome che unisce la lingua inglese, rappresentata dalla parola “diamond”(che significa diamante), con la lingua francese, rappresentata dalla parola “Luisant” (che vuol dire lucente).

Le fotografie dell’artista pugliese, ma di adozione milanese, uniscono il mondo greco-romano con lo stile di Caravaggio. In queste foto pittoriche possiamo ammirare santi come San Giovanni Battista, prima e dopo la decapitazione, un giovane e sbarbato San Sebastiano con il corpo martoriato da milioni di frecce, o lo stesso Cristo morto e deposto della croce.

Come si può notare, i soggetti prediletti sono figure cristiane, rappresentati da modelli bellissimi e dal fisico scultoreo, riprese nei momenti più atroci della loro vita. Per Diamond il dolore è fondamentale, è qualcosa che non si può nascondere o fingere. In parole povere, per l’artista, il dolore è simbolo di sincerità.

Anche la scelta di raffigurare figure della cristianità non è casuale. I santi, e Cristo stesso, hanno lottato contro una società che li scherniva e li condannava a morte a causa della loro fede; ma senza alcun timore hanno difeso il proprio credo davanti alle morti più atroci. Per l’artista queste figure sono dei modelli da seguire perché anche davanti alle avversità, e alla morte, hanno comunque lottato per i propri ideali.

Per comprendere meglio queste sue idee prendiamo alcune opere. Partiamo dal “trittico” intitolato CHRIST (a seguito). Questa serie, composta da tre fotografie, rappresenta il momento della morte e della resurrezione di Cristo. Quest’ultimo è raffigurato come un uomo attraente e giovane; colto però nel momento più tragico della sua vita. La morte e la sofferenza non lascia però tracce su corpo, solo la ferita fatta da Longino, e considerata fin dal Medioevo miracolosa. Lo sfondo della fotografia è oscuro, richiamando sia il passo della Bibbia dove si afferma il “dolore del mondo” per la perdita di Gesù sia le opere di Caravaggio.

Attraverso un uso sapiente della luce rimaniamo estraniati davanti a questa immagine. Ci troviamo davanti ad una fotografia o ad un dipinto? Questa confusione è ricercata dallo stesso artista che vuole creare dubbi nella mente dello spettatore. Alla fine si comprende che non è una semplice fotografia; ma è una fotografia con elementi pittorici. Potremmo chiamarla semplicemente fotografia pittorica.

Un’altra opera molto significativa è: Saint John The Battist (a seguito). Anche in questo caso ci troviamo davanti ad una serie fotografica composta, però, da due foto. Nella prima troviamo un giovane San Battista con in mano un bastone a forma di croce, mentre nella seconda vediamo la testa del santo su un vassoio d’argento. Le due foto riprendono una figura chiave della cristianità, Giovanni Battista oltre che essere cugino di Gesù, è colui che lo battezza e che muore pur di difendere la sua fede. In entrambe le fotografie vediamo uno sfondo completamente buio dove risalta totalmente la figura del santo.

Da queste foto possiamo comprendere come la fotografia e la pittura possano unirsi e creare qualcosa di veramente incredibile. Il detto popolare: “gli opposti si attraggono” davanti alle fotografie pittoriche di Diamond assume un significato totalmente nuovo.