Laura Giardino: L’ultima grande pittrice

Laura Giardino: L’ultima grande pittrice

Quando parliamo di Artisti contemporanei difficilmente ci vengono in mente grandi pittori. Il tempo di artisti come Raffaello o Caravaggio, che dalla pittura hanno tirato fuori incredibili soggetti, sembrano arrivato a conclusione. O quasi!

Una delle artiste che ha da sempre dedicato ampio interesse alla pittura, e che soprattutto, grazie ad essa ha realizzato lavori stupendi ed incredibili è Laura Giardino (Milano 1976). L’artista milanese ha conquistato ampio spazio nel mondo dell’Arte grazie ai suoi dipinti dedicati al suo quartiere: Lambrate.

Queste sue opere, che vengono realizzate con tempere su tela, nascono dai lunghi sopralluoghi notturni che compie l’artista. In queste passeggiate, Laura, fotografa o disegna tutto quello che le interessa e che poi rielabora per creare i suoi incredibili e sorprendenti dipinti.

Questo particolare processo è ben visibile nei lavori, EST 09 e EST 10 (a seguito), presentanti nella sua ultima personale “La Luce Oltre”. Questi due dipinti, che rappresentano due luoghi famosi di Milano, rispettivamente, l’Hotel Lugano e la sede del dipartimento di Veterinaria dell’Università, sono ambientati in una Milano notturna e completamente deserta (che richiama il lockdown vissuto nel corso di questi mesi).

Vuota perché non sono presenti persone, o meglio, non sono visibili. L’artista afferma, da sempre, che nei suoi dipinti sono presenti delle persone per lasciare dei “piccoli” indizi. I giardini ben curati, le piante nel vaso annaffiate e le luci accese “tradiscono” la presenza di qualcuno. Anche negli ingressi (chiamati semplicemente INT) si possono scorgere delle tracce di persone, che però, non si fanno vedere dallo spettatore. La prima domanda che ci viene in mente è: “Ma dove sono tutti?”. Nessuno lo sa, e Laura non vuole darci risposte perché desidera che sia lo stesso spettatore a creare una storia.

Storia che si basa su quel poco che possiamo vedere: scorci di una Milano notturna e interni, ben illuminati, ma totalmente inaccessibili allo spettatore.

Laura però non ha sempre dipinto quadri dove le persone non sono presenti. La sua prima produzione, raccolta nella mostra So Quiet, presentava delle donne, forse raffigurazioni dell’artista stessa, dedite a molteplici attività. Potevamo vedere donne che giravano nude per la città, sedute sul divano, o dedite ad attività ambigue come quella di usare il corrimano delle scale come scivolo.

Anche qui non sappiamo nulla di queste figure. Chi sono? Cosa stanno facendo e perché? Ci troviamo davanti ad un “film” già iniziato e che possiamo solamente colmare grazie alla fantasia.

Questo è un aspetto importante da evidenziare nell’arte di Laura. L’artista ci propone soltanto un unico frammento di immagine, poi spetterà a noi spettatori ricreare e ricostruire il resto. Non esistono risposte giuste o sbagliate, ma solamente risposte che nascono dalla nostra interpretazione del dipinto.

Tutte queste donne sono posizionati nei luoghi della città di Milano come uno dei parcheggi presenti nella città, ristoranti tipici o il ponte di Porta Genova. Per chi conosce la città non sarà difficile ricollocare i luoghi, ma soprattutto, vedere le aggiunte di Laura. Infatti i dipinti di Laura non rappresentano la realtà totale, ma contengono delle aggiunte di fantasia. Per farvi un esempio prendiamo il quadro Vertigine 02 (a seguito). Il dipinto, del 2013, raffigura uno scorcio della città Lombarda. Se siete di Milano, precisamente di Lambrate, riconoscerete facilmente la via. Via che non presenta a differenza del dipinto di Laura, alcuna macelleria.

Concludiamo questo breve articolo con una riflessione importante. I dipinti di Laura sono tecnicamente perfetti, la prospettiva è ben strutturata e la pittura è di belle forme. In questo periodo dove domina il bad paintig, Laura ricerca un good painting. Non vediamo sbavature, errori ma solamente una pittura ben fatta e studiata nei minimi dettagli.

Che pensare, se non che la pittura non è morta, ma è ancora viva e vegeta e vive nei quadri di Laura Giardino.