I Social non sono la “terra promessa”

I Social non sono la “terra promessa”

Un servizio di rete sociale, comunemente chiamato anche social network, è un servizio offerto mediante Internet, tipicamente fruibile in maniera del tutto gratuita tramite World Wide Web (WWW) o apposite applicazioni per dispositivi mobili, il cui unico scopo è quello di facilitare la gestione dei rapporti sociali consentendo la comunicazione e la condivisione di contenuti digitali attraverso semplici frasi scritte, link vari, brani musicali, immagini o video. I social network sono, in sostanza, piattaforme digitali che permettono una forte interazione fra gli utenti della rete, la socializzazione e lo scambio di informazioni, risorse e quant’altro.

Concettualmente un chimerico servizio, degno dei più nobili ed alti valori, in grado di migliorare e facilitare straordinariamente le nostre vite. Concretamente, salvo rarissime eccezioni, si tratta di luoghi virtuali di esibizione, finzione ma soprattutto di conflitto, conflitto che sfocia facilmente in diffamazioni e violenze verbali. Inutile dirvi quanto sia semplice imbattersi in uno di questi diverbi, sui più disparati argomenti, dalla politica al calcio, dalla cucina alla musica. Una guerra tra fazioni alimentata dall’approvazione della tifoseria di sorta. Perché bisogna tifare per una posizione, perché lo spirito di analisi, e tanto meno lo spirito critico, ce li siamo persi per strada durante la rivoluzione informatica.

I Social si sono deteriorati divenendo un luogo inospitale per la sana e costruttiva discussione, per il confronto, per il pensiero. Non sono la terra promessa tanto sperata, al contrario sembrano essere diventati una pubblica arena di sfoggio ed esibizione in cui regna incontrastata una superficialità ed una totale e dannosa libertà di espressione, la quale finisce per sfociare facilmente in odio. Di conseguenza da parte di moltissimi giovani, nel corso degli ultimi anni, si è notato un iniziale distaccamento dai Social.

Lo dimostrano anche numerosi studi: secondo una ricerca condotta dalla società Ampere Analysis su 9mila utenti di internet, ha scoperto che i ragazzi tra i 18 e i 24 anni stanno significativamente cambiando la loro attitudine nei confronti dei social: nel 2016, il 66% riteneva questi strumenti “importanti per la mia vita”; nel 2018 la percentuale è scesa al 57%. L’aspetto più interessante è che questi dati sono in controtendenza con quelli che si registrano nelle fasce più adulte della popolazione. Ad esempio, nella fascia degli over 45 l’apprezzamento nei confronti di Facebook e delle altre piattaforme è salito dal 23 al 28% in un solo anno. Probabilmente, chi è nato e cresciuto assieme ai social network è anche il primo a rendersi conto di quanto possano essere dannosi; soprattutto in un’età delicata come quella dell’adolescenza. Secondo altre ricerche della società di marketing Hill Holliday, circa la metà della Generazione Z ha segnalato di aver abbandonato (o di star pensando di farlo) almeno una delle piattaforme a cui è iscritto. La sensazione è che questo trend abbia appena iniziato a manifestarsi e che, nei prossimi anni, la tendenza verrà confermata.

Probabilmente l’odio sui Social non è intrinsecamente diverso da simili espressioni trovate offline, cosi come gli stessi Social Network non sono altro che uno specchio sulle reali condizioni della società moderna. Probabilmente il web è stato capace di amplificare ed esporre apertamente i nostri scheletri nell’armadio. Il graduale distaccamento delle nuove generazioni dai Social è un aspetto significativo sulle reali condizioni cui versa il “giovane” ma già vecchio web, ma nonostante ciò queste piattaforme, volenti o nolenti, resteranno e rafforzeranno la loro posizione come nuove piazze di incontro.

Problemi inevitabili pensando a come l’uomo si è approcciato in brevissimo tempo a questo mezzo titanico e rivoluzionario. Quello che è mancato è stata infatti una graduale e costante educazione digitale per un uso corretto e consapevole di questi nuovi strumenti. Non solo nei confronti delle nuove generazioni ma, soprattutto, verso tutti i fruitori, indistintamente dalla loro età.

Ovviamente non mancano all’appello numerose personalità che colpevolizzano i Social, definendoli strumenti che stanno letteralmente facendo a pezzi il tessuto sociale del modo in cui funziona la nostra società. Anche tra molti studiosi questa corrente inizia a farsi sentire, supportata da tesi di tutto rispetto. Sono diversi infatti gli studi sulle conseguenze psicosociali di tali strumenti, come l’accentuato nevroticismo evidenziato da una indagine dell’Università di Hong Kong o la ricerca di Chow e Wan (2017), concentrata su altri due fattori nello studio della relazione Social-depressione, ovvero l’invidia e il confronto sociale.

Scaricare interamente sul web le colpe della società moderna è sicuramente approssimativo, non dargliene affatto sarebbe un errore allo stesso modo. Citandone soltanto alcuni: l’estrema sintesi e la conseguente scomparsa dell’approfondimento, l’odio ed costante conflitto comunicativo, il cyberbullismo, l’ostentazione e l’esibizione, la creazione di vite digitali estremamente lontane dalla realtà; la lista è molto estesa e da molto tempo se ne parla. Ciò di cui abbiamo bisogno ora più che mai è di un umanizzazione ed un educazione civica all’utilizzo dei Social. Un percorso costante e duraturo atto a trasformare questa attuale corrida in un virtuoso prolungamento della tradizionale interazione sociale. Gettare le basi adesso, anche se in ritardo, per raccoglierne i frutti in futuro, cercando di porre rimedio all’attuale condizione di disordine.

Essere ignoranti oggi è una scelta, vista la miriade di informazioni disponibili e di gratuito accesso. Internet resta uno strumento indispensabile, per tale motivo è fondamentale porre attenzione su questo tema, agire prima che questa Babilonia prenda il sopravvento, rendendolo un luogo totalmente inospitale alla sana socialità. L’ignoranza e l’arroganza oggi non possono essere ammesse in contesti pubblici e di enorme visibilità come sui Social, per tale motivo Nuovo Umanesimo continuerà, come blog, a farsi carico delle complessità e problematicità concrete per effetto della rivoluzione digitale, promuovendo e sollecitando ogni utile iniziativa volta a rafforzare la conoscenza del Web ed approcciarlo nel modo il più informato possibile.