Più fiducia nel futuro

Più fiducia nel futuro

Stiamo vivendo un momento terribile. Non serve più ripeterlo, è evidente. A tal proposito, per non cadere in inutili polemiche, ricorrerò all’aiuto di una frase attribuita a Confucio: “È meglio accendere una piccola candela che maledire l’oscurità”. Ciò significa che, in maniera cosciente, dovremo cercare in questo momento di trarre il meglio da quel che c’è, trasformando una scelta obbligata in una sfida. La situazione non è irrecuperabile, non moriremo tutti, né di CoronaVirus, né di fame. I danni saranno probabilmente incalcolabili, le perdite umane enormi, la discesa economica spaventosa. Del futuro che ci aspetta possiamo avere timore, ma non paura. Attualmente una delle più grandi preoccupazioni per l’Italia riguarda il piano economico, già compromesso da anni di crisi. Anche la storia, però, ci insegna che l’economia potrebbe resistere nel breve periodo e rinascere più forte nel lungo periodo. Torniamo alla terribile epidemia di Peste che colpì Firenze nel 1348, uccidendo circa 3/5 della popolazione e trascinando i restanti in un forte clima di disagio morale. Le conseguenze dell’epidemia, oltre alle disgrazie, furono: un netto miglioramento delle tecnologie (per poter recuperare la forza lavoro mancante), una grande mobilità sociale (sostituzione delle famiglie nobili) e un’ascesa di nuovi investitori nel territorio (la famiglia Medici, per citarne una) che diedero, in pratica, inizio al “Rinascimento”. Quindi, invece di pensare sempre al peggio e morire logorati dal terrore per l’incerto futuro, dovremo noi tutti, in questo periodo di quarantena, iniziare a pensare a cosa potremo fare per apportare un miglioramento. Spetta a noi ora gettare le basi per un nuovo Rinascimento. Fondamentale, quindi, sarà vivere con massima responsabilità questa situazione e avere prospettiva e fiducia nel futuro che, noi soltanto, potremo costruire. Dobbiamo superare questo momento lasciandocelo alle spalle senza prima, però, aver imparato la lezione e compreso bene ciò che questo tragico evento è riuscito a far emergere. Come l’enorme impatto climatico dell’uomo e delle industrie, l’umanità, il senso civico, la fratellanza, l’importanza di un sistema sanitario pronto a fronteggiare ogni evenienza, ma più di ogni altra cosa la consapevolezza di essere fragili come grissini di fronte ad un nemico cosi piccolo da essere quasi invisibile.

Ricostruiremo l’Italia, perché ora più che mai, ha bisogno di noi.